Crollo ponte sul Po,appelli inutili

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Frida07
00giovedì 14 maggio 2009 08:17

In sei anni 18 segnalazioni del Comune

Per 18 volte, tra il 2002 e il 2008, il Co­mune di Piacenza ha lanciato inutilmente appelli all’Anas se­gnalando che il ponte sul Po, crollato lo scorso aprile, non era sicuro e aveva bisogno di riparazioni. Una di queste segnalazioni riportava una fo­to che mostrava il nido di una colonia di piccioni costruito in una "giuntura" del ponte. Il sindaco: "Cose che succedono solo nei Paesi del Terzo mondo".

Le prime verifiche, come riporta il Corriere della Sera, hanno chiarito: il disa­stro, secondo anche gli esperti del Magistrato del Po, non è stato causato dalla piena del fiume ma soltanto dall’incuria. La struttura aveva resistito a onde ben più vio­lente, come le alluvioni del 1994 e nel 2000.

La paura riguarda ora il ponte dell'autostrada, unico nel giro di 50 chilometri. "Tutto il traffico si riverse­rà sulle strade secondarie e in pratica l’Italia rimarrà tagliata in due. Ditemi: si può vivere così nel 2009?", si chiede il pirmo cittadino, Roberto Reggi. Secondo stime, ci vorranno almeno sei mesi almeno prima che la struttura, ora sotto sequestro, possa essere riaperto parzialmen­te al traffico.

Segnalazioni inutili
"Ai carabinieri - racconta Reggi al Corriere - ho conse­gnato il carteggio con l’Anas. Abbiamo contato 18 missive che segnalavano peri­coli e chiedevano interventi urgenti. Una di queste mostrava, corredata da fo­to, che un giunto del ponte si era dilata­to a tal punto che una colonia di piccio­ni ci aveva nidificato dentro. Ma il guaio è che molte altre strutture sono nelle medesime condizioni, questo è solo l’emblema dell’Italia che va in pezzi".

Nel 2000 era stato indetta una gara per sistemare l’opera, i lavori partiti nel 2007 non erano ancora terminati. Un progetto prevedeva l'allargamento dell'attuale ponte dell’autostrada ma ­l’Anas ha spiegato che mancano i fondi. "Hanno proposto - continua il sindaco - di re­alizzare l’opera con il cosid­detto project financing. Co­me dire: un nuovo ponte dovrebbe essere pagato im­ponendo un pedaggio, come nel Medioevo".




tgcom
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